|
Quattro chiacchiere con Simone Perotti. L'intervista. |
|
|
|
|
Lunedì 21 Maggio 2012 16:47 |
|
Mollare la carriera, uno stile di vita frenetico e il tuo ruolo all'interno della società di oggi. Si può fare? A sentire Simone Perotti ai margini della presentazione del suo “Ufficio di scollocamento”, tenutasi a Trieste la scorsa settimana, si può. Come? Glielo abbiamo chiesto facendo quattro chiacchiere con lui il giorno successivo.
E' ancora possibile cambiare radicalmente vita?
Certo che si può. Ho fatto di tutto nella mia vita. Per anni ho lavorato come manager nella comunicazione vivendo appieno quell'ambiente. Poi alcuni anni fa ho deciso che non ne valeva più la pena. Ho preso questa decisione e ho mollato gli ormeggi. Ora faccio quello che più desidero al mondo. Scrivo e vado in barca.
Il tuo “Ufficio di scollocamento” è provocatorio ma suggerisce ai lettori l'idea che si possa concretamente mollare e rivedere i parametri.
L'idea era proprio questa. La revisione dei parametri che stanno alla base di questo sistema economico e produttivo. Il sistema che viviamo è definitivamente morto, collassato su sé stesso, non ha più quegli slanci che l'han portato a omologare i cittadini. Nel 2011 abbiamo venduto 44 milioni di cellulari solo in Italia. Per quale ragione? Ne avevamo così bisogno? Ognuno di noi sentiva la necessità di cambiare il vecchio cellulare con uno nuovo, magari di quelli che vengono chiamati smart phone? No. Non ne avevamo bisogno. Anche di questo parlo nel mio libro perché dobbiamo rivedere questi parametri. Perché non hanno più senso.
Durante la presentazione hai parlato della necessità di riscoprire l'individualità.
Assolutamente. E' una prospettiva mia, però il sistema economico e politico italiano è impregnato di un cattolicesimo e di un marxismo che sono anacronistici. E dentro a tutto ciò trova spazio la più grande ubriacatura che la storia ricordi: la globalizzazione. Un'idea che è fallita, che non trova ragion d'essere se non all'interno dei mercati. Tornare all'individuo, per me, significa pensare che solamente da noi possa partire la scintilla. Solo da noi stessi. Senza aspettarsi qualcosa da qualcuno. Anche adesso stiamo aspettando che l'Europa ci dica come dovremo procedere.
Cosa rappresenta la globalizzazione?
La globalizzazione è una stagione che la storia ricorderà come un periodo ideologico. E' un'entità planetaria, è la diminuzione della distanza, la vicinanza dei mercati, la dipendenza da essi e l'assenza del km 0. E' il confronto con mercati e commerci che niente hanno a che vedere con il locale. E' un fallimento totale. L'Italia è il paese con il più alto consumo di acqua minerale d'Europa. Ne abbiamo così bisogno? No. Abbiamo bisogno d'acqua. Non d'acqua aggettivata. La globalizzazione ha portato anche a questo.
Come ne usciamo?
Dobbiamo riprendere Mazzini e la Giovine Italia. Pensare globalmente e agire localmente. Dobbiamo scappare dalle omologazioni. La globalizzazione non ha più alcun significato. Dobbiamo riprendere ad andare per mare, coltivare la terra, pensare che il mondo com'era è la soluzione. Non dobbiamo inseguire il progresso o la produttività sfrenata.
In questo momento sembra che l'Europa sia in grande difficoltà. Verso dove stiamo andando?
Stiamo creando i presupposti – in realtà sono ben visibili anche adesso – per il ritorno di poteri assoluti, quelli che risiedono nelle mani di una sola persona. Stiamo creando lo spazio per la rinascita delle dittature, per qualcuno che metta ordine e che arrivi come quando un padre sgrida i bambini dispettosi. Vogliamo continuare a fare i bambini dispettosi? Farlo significa rendere possibile un'idea che dovrebbe essere seppellita. Per quanto riguarda l'Unione Europea a mio avviso è qualcosa che non esiste. Avrebbero dovuto concentrarsi sull'unione dei popoli, non di quella economica o politica. Noi stessi con i popoli del nord Europa cosa abbiamo in comune? Niente. Abbiamo condiviso lo spazio mediterraneo con i tunisini, con gli arabi, con i greci, con gli spagnoli e con i maltesi, con gli albanesi e con i croati, con gli spagnoli e con i libici, con i montenegrini e con gli egiziani. Questo è ciò che siamo. Questo è ciò che ci salverà, a mio avviso.
Tuttavia dipendiamo da un mercato che è europeo e non mediterraneo.
Dal 30 al 70% del pesce pescato nel mediterraneo non resta qui. Se ne va al nord, sparisce, viene imbarcato, non fa neanche un minimo passaggio nelle nostre case. Questa non è integrazione. E' la creazione di una dipendenza dagli altri. Non è unire. I movimenti politici e culturali non l'hanno capito e forse lo capiranno tardi. La politica è stata omologata, influenzata, malata di integrazione. Non hanno capito però che la soluzione è un'altra.
Un libro può aiutare a capire?
Io sento una grande responsabilità. Sento che la diffusione è necessaria. Sento che la cultura deve girare, deve riuscire a sedimentare il messaggio positivo, quello che possiede sguardi intensi e precisi. Non possiamo fidarci più delle scelte politiche imbevute di assenza. Dobbiamo essere curiosi, far domande, non più aspettarci risposte. Tante domande. Abbiamo una missione che è diventata quasi storica.
Cosa ti porti a casa da questa due giorni triestina?
Tanto. Qui c'è sempre qualcosa che mi fa sentire a casa, nel Mediterraneo. Qui c'è sempre grande ascolto, soprattutto da parte dei giovani. C'è sempre grande entusiasmo e lo senti crescere. L'altra sera eravamo in tantissimi e senza contare il fatto che il libro non è stato praticamente pubblicizzato a livello nazionale.
Cosa farai in questi giorni?
In questi giorni andrò in giro per l'Italia a presentare il libro. Poi quando finirò tutto questo probabilmente andrò un po' per mare. Con la mia vela. Nel mio mare. Che in fondo è proprio lì che mi sento a casa.
Nicolò Giraldi
|
|
Uno Scollocato e una Pecora nera alla Lovat: dov'è la crisi? |
|
|
|
|
Lunedì 21 Maggio 2012 15:39 |
|
Due vite fuori dagli schemi. Due esperienze fuori dal comune. Due vite che suscitano curiosità. Questo è ciò che è emerso ieri ( nei giorni scorsi ) alla presentazione dei libri “Ufficio di scollocamento” di Simone Perotti e “Pecora nera” di Devis Bonanni, che si è tenuta alla Libreria Lovat di Trieste.
La presentazione organizzata con il coinvolgimento del Comitato Territoriale Arci Trieste e della Regione FVG, parte del progetto "Ricrearci", è stata un vero e proprio successo. Tantissime le persone accorse in libreria per ascoltare la voce di chi è riuscito ad uscire da un mondo che a volte sembra troppo stretto.
Simone Perotti, scrittore, giornalista, ex manager nella comunicazione ha scelto di vivere con il mare. Ha scelto una barca da 36 piedi e si è messo a fare lo skipper. Gira il Mediterraneo, si diverte, ama il suo lavoro di oggi e scrive. Scrive romanzi e saggi. “Mi son tirato fuori” ammette lui stesso. “Oggi siamo più che mai convinti che il contratto di lavoro valga ancora. Non è così. Le cose cambiano e questo non sarebbe grave, se non fosse che i teologi del sistema non fanno nessuna autocritica. Questo sistema non funziona più. Per questo io ho scelto di uscirne”.
Perotti ha collaborato con grandi quotidiani come Il Fatto Qutodiano e il Corriere della Sera tuttavia in lui c'è la voglia e il desiderio di rallentare i ritmi. “Mi sono reso conto che noi uomini ormai contiamo solo come unità di occupazione. Dovremmo disubbidire ed è proprio l'idea alla base del libro che presento. Dovremmo scendere dalla nave, tutti. Perché stiamo affondando e non ce ne rendiamo conto”.
L'autore si è soffermato poi su un punto fondamentale. “Crisi? Certo, è innegabile. Ma è crisi relativa, non assoluta. E' relativa ad un periodo in cui siam cresciuti tantissimo. Nel Bangladesh c'è crisi, non da noi. Abbiamo avuto un calo dei consumi del 4,5%. E allora? Vuol dire che certe cose non servono più. Il settore alimentare è calato del 9% però il 24 dicembre l'Italia ha comprato 1 milione e 800 mila euro di alimenti per poi buttarne 700 mila. Questa si chiama crisi? Metà dell'energia elettrica che produciamo o compriamo la buttiamo. Ci sono aziende che falliscono? Non sempre, però vuol dire che quei prodotti non servono”.
Perotti è proseguito poi nella sua arringa. “Abbiamo comprato 44 milioni di cellulari. Siamo in 60 milioni. La crisi c'è per chi fa una vita sbagliata. Non possiamo pensare che la vita sia solamente produrre denaro. Deve esserci qualcosa in mezzo. Ed io son convinto che c'è”.
Devis Bonanni ha scelto di vivere la campagna. Dopo un lavoro come tecnico informatico ha deciso di mollare tutto e di andare a coltivare la terra nella sua terra natale, la Carnia, precisamente a Raveo.
“Il mio scollocamento è iniziato molto presto. Dopo la scuola superiore ho cominciato a pensare a questo. Ho firmato quel contratto di lavoro essendo consapevole che mi servivano dei soldi per cominciare. Ci ho messo 4 anni però alla fine posso dire di avercela fatta”.
Bonanni ha parlato di crisi e di come la vive lui. “Perché la crisi ci fa paura? Perché siamo ancorati a questo carrozzone e a questo sistema dal quale sembra non possiamo staccarci. Io ho voluto imparare a far le cose. E saper fare significa anche saperne fare a meno. L'autosufficienza non è solo cibo. É un ritorno alla terra completo. L'autosufficienza è legata anche alla mobilità. Siamo dipendenti dal petrolio e dalla benzina. Siamo dipendenti da un sistema che non funziona più eppure siamo ancora convinti che possa cambiare”.
Devis ha voluto concludere parlando ancora poi della crisi e della sua esperienza. “E' possibile vivere in questo modo. Io a volte vivo la crisi con tristezza perché stiamo cambiando per necessità e non per coscienza. La crisi verrà risolta ma lo faranno aumentando sempre di più l'asticella. Non c'è riconoscimento sociale del lavoro. Mi chiedevano “ma tu cosa fai?” ed io andavo in difficoltà. L'eversione sta proprio nel non accettare queste regole, nel non piegarsi a un contratto di lavoro fasullo. La natura è un datore di lavoro che assume sempre. Certe stagioni paga di più, altre di meno. Ma lo fa sempre”.
Nicolò Giraldi |
|
Economics Forum con Michele Buono, giornalista Report martedì 22 maggio |
|
|
|
|
Giovedì 17 Maggio 2012 10:26 |
Il Comitato Territoriale Arci Trieste ha il piacere di invitarVi all'Economics Forum, convegno dal titolo “Giovani ed Europa: opportunità nella crisi” che avrà luogo presso la Sala Convegno Erdisu martedì 22 maggio alle ore 16.30.
L'iniziativa, organizzata da Risorse Umane Europa in collaborazione con Arci Trieste e Erdisu Trieste, vedrà la partecipazione di Michele Buono, giornalista e autore della trasmissione televisiva Report e del Forum Giovani Trieste.
A coordinare l'evento sarà Giacomo Missio di Risorse Umane Europa.
Per iscrizioni al forum e info contattare la segreteria organizzativa all'indirizzo mail
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
o allo 0432 227547.
|
|
IMU? Incontro con Furlanic, Presidente del Consiglio Comunale |
|
|
|
|
Mercoledì 16 Maggio 2012 10:41 |
|
PER CHI E' APPENA DIVENTATO PROPRIETARIO E PER CHI LO E' GIA' DA UN PO', MA IN REALTA' DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE RIGUARDA TUTTI
L' IMU (Imposta Municipale Unica) è la nuova tassa sulla casa, che sostituisce l'ICI e riguarda sia gli immobili residenziali sia quelli commerciali; abitazione principale (prima casa), immobili concessi in uso gratuito ai parenti, case in affitto, e anche eventuali case all'estero.
IMU che cos'è? cosa ci cambia? quanto ci costa?
Parliamone e discutiamone, in un
incontro pubblico con il presidente del Consiglio comunale di Trieste Iztok Furlanic mercoledì 16 maggio 2012 alle ore 19.00 presso la Casa del Popolo “G. Canciani” a Sottolongera (Circolo ARCI Stella) via Masaccio,24 Organizzato da Arci Territoriale Trieste e Federazione della Sinistra |
|
Martedì 15 Maggio 2012 11:02 |
Sosteniamo e divulghiamo la seguente comunicazione
CORTEO NO INVALSI
Cosa sta succedendo alla scuola pubblica?
Con la legge Aprea 2 vogliono introdurre i privati nella gestione delle scuole e cancellare i diritti degli studenti. Dopo la legge 133 del 2008 ( -8 miliardi di euro alla scuola pubblica) vogliono tagliare ancora di un miliardo la scuola pubblica al solo scopo del pareggio di bilancio. Con i TEST INVALSI vogliono standardizzare gli apprendimenti con i quiz che non rispecchiano ciò che studiamo in classe e lasciare indietro scuole e studenti che non si adeguano. Infatti in base ai risultati dei test vengono dati diversi finanziamenti alle scuole: quelle con un punteggio maggiore verranno premiate con maggiori finanziamenti, mentre a quelle con un risultato minore verranno dati meno finanziamenti, creando così scuole di serie A e serie B. Per questi motivi La presente Organizzazione Sindacale, COBAS SCUOLA FVg e Confederazione Cobas FVG, insieme all'UDS del FVG, invita la stampa,ed i media, alla conferenza stampa del giorno 14 maggio 2012, ore 15.00 in via Rittmeyer 6 Trieste, presso la sede della Confederazione Cobas di Trieste, ove si presenterà la manifestazione regionale e lo sciopero del 16 maggio che si svolgerà a Trieste con ritrovo alle ore 9.00 in Piazza Goldoni a Trieste, si illustreranno le motivazioni dello sciopero che dal 9 maggio è in itinere nella scuola, il perché della contrarietà al sistema Invalsi. Studenti e docenti e cittadinanza ritorneranno in Piazza in tutta Italia il 16 maggio per difendere la scuola come bene comune.
|
|
Martedì 15 Maggio 2012 10:15 |
|
Segnala gli sprechi
Il Governo ci chiede di segnalare gli sprechi di denaro pubblico Fallo anche tu! Digli di tagliare le spese militari, cancellare gli F-35 e i privilegi di cui godono gli alti gradi delle forze armate
Nonostante siano passati vent'anni dalla fine della guerra fredda l'Italia continua a sprecare ogni anno migliaia di milioni di euro per mantenere in piedi un apparato militare mastodontico, inutile e inutilizzabile, che nulla ha a che fare con il bisogno di sicurezza degli italiani. Questo è il più grande spreco di risorse pubbliche che il nostro Paese deve cancellare! Le risorse risparmiate devono essere impiegate per dare un lavoro a chi non ce l'ha o lo sta perdendo, per chi è in difficoltà e sta pagando il prezzo più alto della crisi, per estirpare la povertà e riaprire un futuro nuovo per il nostro Paese.
Per dire al Governo di cancellare questo spreco Clicca qui
Inondiamo il sito del Governo con questa denuncia! Inoltra questo messaggio a tutti i tuoi amici e conoscenti Passaparola!
|
|
Il progetto CreaLab sbarca a Bioest |
|
|
|
|
Martedì 15 Maggio 2012 09:37 |
|
Il Comitato Territoriale Arci Ruda in collaborazione con Arci Trieste ha il piacere di invitarVi al laboratorio di compostaggio che si terrà nell'ambito della XIX edizione di Bioest, una delle fiere più conosciute ed apprezzate a livello nazionale dal punto di vista dei prodotti biologici e naturali. Bioest avrà luogo il 26 e il 27 maggio nel parco di san Giovanni a Trieste. Nella giornata di sabato 26 verrà allestito il laboratorio di compostaggio che si articolerà in due fasi:
alle ore 11 - ”Compostaggio: perchè e come farlo”, lezione teorica volta all'apprendimento delle tecniche per la realizzazione di una compostiera; alle ore 16 - “Autocostruzione di una compostiera da balcone” da parte dei corsisti. Il laboratorio viene tenuto dal dott. Nicola Stefani La partecipazione al laboratorio è gratuita, si richiede unicamente un contributo minimo di 10 € per il materiale che utilizzerete per la realizzazione della compostiera che poi potrete sistemare sul vostro balcone o nel vostro giardino. "CreaLab" è un progetto realizzato con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia. I partecipanti potranno essere al massimo 15. Per info e adesioni:
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
|
|
"Una storia silenziosa" di Luigi Lusenti al Circolo Falisca di Servola |
|
|
|
|
Martedì 08 Maggio 2012 10:35 |
Arci Trieste ha il piacere di invitarVi alla presentazione del libro "Una storia silenziosa" di Luigi Lusenti che si terrà venerdì 11 maggio alle ore 18 presso il Circolo Arci "Bepi Falisca" di via Soncini 191.
Il volume, edito da Comedit nel 2009, presenta la storia del confine orientale dal punto di vista degli italiani che rimasero nei territori jugoslavi dopo la Seconda Guerra Mondiale. Un viaggio all'interno di vicende dolorose, di traumi bellici, dalla prigionia a Goli Otok, passando per il controesodo dei monfalconesi fino alle foibe istriane.
Un libro che racconta con dovizia di particolari parte di quella storia del confine orientale rimasta nascosta per tantissimi anni e che oggi viene alla luce.
All'incontro sarà presente l'autore.
|
|
La festa del Primo Maggio con l'Arci |
|
|
|
|
Venerdì 04 Maggio 2012 10:03 |
|
Il Primo maggio è la Festa del Lavoro. E martedì presso il campo scout "Alpe Adria" di Campo Sacro l'Arci Trieste ha organizzato una vera e propria festa. Da tre anni a questa parte, la location della festa del lavoro messa in piedi appunto dall'Arci, vede la partecipazione di centinaia di persone che giungono nella struttura messa a disposizione dall'Associazione Amici Iniziative Scout.
La manifestazione è stata un vero successo, vista la grande partecipazione di pubblico. Presso il campo scout la gente si è divertita ballando, suonando, ascoltando la Max Maber Orkestra, dando un'occhiata alla bancarella di libri messa in piedi dal Gruppo Germinal, giocando a pallone e soprattutto condividendo lo spirito che contraddistingue la Festa del Lavoro. Durante il pomeriggio c'è stata anche l'occasione per discutere delle prossime iniziative organizzate dall'Arci Trieste come l'UniVillage che si terrà il 15 e il 16 maggio all'Università degli Studi di Trieste.
Tanti i volontari che hanno dato una mano ad organizzare la manifestazione che a Trieste forse più incarna lo spirito del Primo Maggio. Arrivederci al prossimo anno.
A breve verranno pubblicate le foto della festa. |
|
Il live di Lorenzo Fragiacomo all'Arci |
|
|
|
|
Mercoledì 02 Maggio 2012 17:30 |
|
Domenica scorsa si è tenuto il concerto di Lorenzo Fragiacomo alle Officine Arci di via Manzoni. All'entrata del Circolo a metà concerto gli organizzatori hanno dovuto apporre il cartello “sold out” vista la tantissima gente che è accorsa per ascoltare il cantante triestino assieme alla sua band.
Cantante di raro spessore, Fragiacomo in passato ha gestito anche la produzione musicale dell'Etnoblog e domenica sera ha trasformato l'Officina Arci in una sala dal sapore retrò, in un viaggio all'interno della musica influenzata dal tempo e dalle passioni. Come in un tempo che non c'è più, come esser dentro ad una bolla d'aria che è rimasta la stessa da quando ci sei voluto entrare, come respirare le atmosfere intatte dei suoni tecnicamente perfetti.
Un viaggio dentro al suono mod, dentro a frammenti di jazz italiano, ammainando per un attimo la bandiera delle strofe inglesi, concentrandosi sulla vicinanza e sulla difficoltà della lingua italiana, dei periodi più complessi. Lorenzo Fragiacomo è anche questo. Si notano influenze musicali non semplici, come Paolo Conte, Capossela, i Beatles, ma anche come lui stesso ammette on line su Italianembassy, i Cosmetic, The Secret e the Rosenkranz, solamente per citarne alcuni.
Un concerto leggero, a volte sgusciante nelle direzioni, quasi incomprensibili, se non fosse per la grande capacità di Fragiacomo e dei musicisti che lo accompagnano, di chiudere un cerchio di atmosfere musicali d'alto livello. Mai per caso, sembra essere il leit motiv della sua produzione artistica, riflesso di una musica d'altri tempi che con la triste malinconia e rabbia dei tempi presenti forse non ha niente a che fare. O forse diventa monito per un sorriso da ritrovare, guardando nella direzione di un passato applicabile al futuro. E non c'è retorica nella voce di Fragiacomo. C'è la voglia di alzare i toni della discussione, l'impegno artistico di un musicista dalle mille risorse.
E le oltre centoventi persone che domenica sera hanno visto il suo concerto potrebbero essere d'accordo. |
|
|