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XV Meeting Internazionale Antirazzista PDF Stampa E-mail
Mercoledì 08 Luglio 2009 15:48

Meeting Internazionale Antirazzista XV edizione

Fortezza vecchia, Livorno 10-11-12 luglio

Spazio La Cecinella, Cecina Mare 13 -18 luglio

Niente paura!”

Si terrà dal 10 al 18 luglio, a Livorno e a Cecina, “Niente paura!", Meeting internazionale antirazzista giunto alla sua XV edizione.

Eventi culturali, seminari, convegni, assemblee pubbliche e tavole rotonde, workshop e presentazioni di libri sono solo alcuni degli appuntamenti in programma per un evento che, nato nel 1995, vede ogni anno la partecipazione di migliaia di persone e di decine di organizzazioni impegnate in vari ambiti del pubblico e del privato sociale.

 

Il razzismo sta diventando in tutta Europa un sentimento popolare, alimentato dalle campagne di criminalizzazione della povertà e dei poveri, migranti e minoranze in testa, dai messaggi martellanti sulla pericolosità di alcune categorie di persone, dalla ricerca del consenso dato dalla persecuzione di gruppi deboli, la cui immagine pubblica viene quotidianamente screditata.Il razzismo diffuso trova inoltre alimento in provvedimenti adottati da molte istituzioni pubbliche, dettati da punti di vista e modi di fare prima considerati pubblicamente esecrabili.


Per l'Arci è importante che si costruiscano politiche, che partendo dalla valorizzazione delle diversità, portino al superamento delle tante paure che animano le nostre città, sviluppando le relazioni tra le persone e il senso di comunità e spazio pubblico.


Promosso dalla Regione Toscana e dagli enti locali della provincia di Livorno, il Meeting internazionale antirazzista è oggi uno degli appuntamenti più importanti del movimento antirazzista italiano e internazionale, che punta a costruire solide alleanze con le amministrazioni pubbliche, con il mondo della cultura e dello sport, con l'Università, la scuola e il mondo del lavoro.


Numerosi gli ospiti che si confronteranno per promuovere cultura e pratiche che si oppongono a ogni forma di discriminazione e per salvaguardare i principi della nostra democrazia proprio a partire dalla lotta al razzismo e in favore dei diritti dei migranti e delle minoranze.

Per info:

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Niente Paura

Un fantasma si aggira per l’Europa: il razzismo.

Alimentato dalle campagne di criminalizzazione della povertà e dei poveri, migranti e minoranze in testa, dai messaggi martellanti che quotidianamente arrivano da molte fonti sulla pericolosità di alcune categorie di persone, sulla loro irrimediabile tendenza a commettere reati, il razzismo è oramai una merce prodotta a basso costo e disponibile in qualsiasi occasione per attirare consensi e depistare l’attenzione dei cittadini in difficoltà per la crisi che attraversa le società globalizzate.

Le città, con le loro complessità, sono sempre più difficili da governare e non c’è niente di più facile che ricercare il consenso, altrimenti sfuggente, nella persecuzione di gruppi deboli, la cui immagine pubblica viene quotidianamente screditata.

Per farlo, per aumentare il proprio consenso, come ogni buon sociologo potrebbe insegnare, è sufficiente alimentare le ansie legate alla presenza degli stranieri, le paure della criminalità e poi proporre formule chiare e rassicuranti, ancorché inefficaci, che rispondano all’intolleranza crescente verso le categoria additate come colpevoli.

Il razzismo diventa presto, come sta succedendo in Europa negli ultimi anni, un sentimento popolare.

Il razzismo diffuso trova una giusta corrispondenza nelle risposte di molte istituzioni pubbliche. Impauriti dalla crescente intolleranza, che sfugge oramai ad ogni controllo, e preoccupati di perdere consenso, uomini e donne che svolgono funzioni pubbliche sono alla ricerca di un legame con il razzismo popolare. Non vogliono perdere contatto con la loro gente e rincorrono le paure, alimentandole.

Così i razzisti e il razzismo aumentano e ciò che prima era pubblicamente esecrabile diventa ampiamente accettato. Nessuno si scandalizza più davanti alle affermazioni aberranti di chi, in ruoli pubblici, propone soluzioni palesemente contro la Costituzione e contro il principio di uguaglianza.

Prima gli italiani, diventa un refrain che lentamente si trasforma in ideologia e si sostituisce alla cultura del diritto alla quale è stata informata la Repubblica Italiana.

Quella formula dell’art. 3 della nostra Costituzione, [ . . la Repubblica si adopera per rimuovere gli ostacoli che impediscono i raggiungimento dell’uguaglianza. . ], viene sostituita da una crescente tendenza a impedire percorsi di inclusione sociale e creare al contrario le condizioni per una discriminazione di massa.

Il razzismo mina le basi della democrazia e della convivenza civile e per combatterlo è necessario riaffermare i principi della Costituzione e creare le condizioni per costruire reti di solidarietà e percorsi di partecipazione.

Il Meeting Internazionale Antirazzista, nato nel 1995 per costruire legami tra soggetti che operano in ambiti diversi e con ruoli e responsabilità differenti, ricercando soluzioni concrete e alleanze tra i diversi attori che animano la società, è oggi uno dei luoghi più importanti del movimento antirazzista italiano e internazionale.

Promosso dalla Regione Toscana e dagli enti locali della provincia di Livorno, il Meeting registra ogni anno la partecipazione di migliaia di persone, soprattutto giovani, e di decine di organizzazioni impegnate in vari ambiti del pubblico e del privato sociale.

Parlare con chiarezza di razzismo, senza minimizzare, ma evitando anche di accusare chi oggi da ascolto, anche parzialmente, alle sirene del razzismo, cioè evitando di commettere l’errore di trovare un colpevole, cercando invece di stringere alleanze con le persone e con le forze sane della società, che sono tante e sono presenti in tutti i settori.

Il movimento antirazzista ha oggi la responsabilità di costruire solide alleanze con le amministrazioni pubbliche, con il mondo della cultura e dello sport, con l’università, la scuola e il mondo del lavoro, con i giovani e con quei gruppi di persone, quelle aree del Paese, dove la crisi mette alla scoperto le contraddizioni e i limiti del modello di sviluppo dentro il quale viviamo, lasciando spazio ai discorsi e alle pratiche discriminatorie.

Non bisogna lasciare sole le vittime del razzismo. È necessario rendere visibile uno schieramento che vuol salvaguardare i principi della nostra democrazia proprio a partire dalla lotta al razzismo e per i diritti dei migranti e delle minoranze.

Per questo il Meeting Antirazzista confermando la propria vocazione ad essere luogo di incontro, formazione, approfondimento e dibattito (con i seminari, i convegni, le Università estive, gli eventi culturali, i laboratori rivolti a ragazzi e ragazze, l’attenzione ai giovani di origine straniera e all’associazionismo dei migranti) punta quest’anno a costruire una occasione di rilancio del movimento contro ogni forma di discriminazione, in Italia come in Europa, a partire dal protagonismo delle vittime del razzismo e dal tentativo di coinvolgere in questa battaglia di civiltà quei soggetti che sono impegnati a valorizzare le comunità locali, la partecipazione, la socialità, la cultura e la conoscenza in ambiti differenti e spesso distanti tra loro.

Scrittori, scrittrici, artisti, personalità del mondo dello sport, persone con ruoli pubblici, giornalisti e intellettuali, a confronto per ricominciare a costruire le condizioni perché in Italia ci si vergogni di nuovo di essere razzisti e non si ricorra più al razzismo come strumento di conquista del consenso elettorale, politico e culturale .

Oltre agli enti promotori e all’ARCI che organizza il Meeting, come ogni anno si prevede la collaborazione di tante associazioni, amministrazioni e istituzioni. Dall’ANCI, alla CGIL, l’ASGI, Magistratura Democratica, il CESVOT, Banca Etica, UNAR, la Federazione Rom e Sinti Insieme e molti altri. In particolare quest’anno si prevede una presenza rilevante della rete di Terra Madre e di Slow Food Italia.

Per info:

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