| Contro il razzismo |
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| Mercoledì 14 Ottobre 2009 19:23 |
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27 OTTOBRE Manifestazione a Trieste Care amiche e cari amici, care compagne e cari compagni, come vi sarà sicuramente noto, CGIL, CISL e UIL del Friuli Venezia Giulia hanno organizzato per il prossimo martedì 27 ottobre a Trieste una importante manifestazione di protesta per esprimente il totale dissenso alla legge regionale sul welfare, approvata dalla maggioranza del Consiglio regionale. Legge incostituzionale che vara politiche razziste e discriminatorie sia nei confronti dei cittadini italiani che nei confronti degli immigrati. Infatti queste norme colpiscono anche i cittadini italiani, ora residenti in altre regioni, che decidessero di spostarsi in FVG, i quali d’ora in poi, saranno sottoposti alla stesse odiose ed inaccettabili discriminazioni, assurdamente ideate per colpire gli immigrati regolari, che qui vivono, lavorano, si sposano, fanno figli e pagano le tasse ed i contributi come tutti gli onesti cittadini.
Contro una legge regionale anticostituzionale • che penalizza gli immigrati regolari • che penalizza i cittadini italiani provenienti da altre regioni • che colpisce i bambini e i non autosufficienti • che limita il diritto alla casa
ore 14.30: concentramento in piazza dell’Unità d’Italia ore 15: corteo Comizio finale davanti alla sede del consiglio regionale in piazza Oberdan parleranno i segretari generali di Cgil Cisl e Uil del Friuli Venezia Giulia
L'ARCI IN PIAZZA IL 17 OTTOBRE PER FERMARE IL RAZZISMO La manifestazione di sabato scorso contro il razzismo e per i diritti dei migranti è stata un grande successo, anche oltre le nostre aspettative. Il corteo enorme e pacifico che ha attraversato le vie di Roma ha dato finalmente visibilità all’Italia che non si arrende al vento dell’intolleranza e del razzismo. Cittadini italiani e stranieri, soprattutto tantissimi giovani, insieme per contrastare le scelte irresponsabili di questo governo in materia di immigrazione, reagire al razzismo dilagante e affermare la necessità della convivenza democratica: questo il messaggio che la manifestazione ha consegnato all’opinione pubblica, alla stampa, alla politica. E’ apparso chiaro a tutti che non era un corteo per gli immigrati, ma con gli immigrati. L’Arci ha svolto un ruolo fondamentale, prima per favorire le condizioni di una mobilitazione ampia e unitaria e poi per la sua effettiva riuscita, grazie all’impegno congiunto della direzione nazionale e di tanti comitati territoriali e regionali. Non c’è dubbio che sul piano della comunicazione l’ARCI sia stata individuata, insieme alla CGIL, come protagonista di questa manifestazione. Consentiteci per questo di ringraziare, insieme a tutti i partecipanti, in particolare l’ufficio immigrazione, l’ufficio stampa e quanti hanno lavorato per settimane alla riuscita dell’iniziativa. Domani saremo in grado di inviarvi anche la rassegna stampa completa sull’evento. La riuscita della manifestazione ci convince della necessità di dare continuità al nostro impegno, con particolare attenzione all’interlocuzione con la politica e la stampa, alla partecipazione dei migranti nei nostri circoli, al coinvolgimento del mondo della cultura e dello spettacolo. Un impegno che condividiamo con la CGIL e con molti altri soggetti nell’ambito della campagna unitaria contro il razzismo.
Rassegna stampa Manifestazione Nazionale Antirazzista del 17 ottobre: http://www.arci.it/ COMUNICATO STAMPACriticare Maroni può costare caro! Chiesti 50.000 euro all’Arci per un comunicato del 2008
Dopo le denunce ai giornali d’opposizione, ora il governo se la prende con l’Arci, citata in giudizio dal ministro Maroni, la cui immagine e reputazione sarebbe stata danneggiata da una dichiarazione stampa del responsabile immigrazione Filippo Miraglia, rilasciata nel luglio del 2008. Era il periodo delle polemiche sulla schedatura nei campi rom, con la raccolta di impronte digitali ad adulti e bambini. L’Arci, che già si era opposta a questa misura discriminatoria e incivile, in particolare se praticata nei confronti di minorenni, denunciò nel comunicato cui si fa riferimento l’ulteriore schedatura che si imponeva nelle scuole, obbligando i dirigenti scolastici a inviare ai prefetti (cioè ai rappresentanti del ministro degli interni sul territorio) l’elenco degli alunni stranieri, specificando se rom o sinti. A noi era sembrata una richiesta inutile (un elenco va già inviato al ministero dell’Istruzione) e razzista (cioè basata sulla razza, signor ministro!) come se la presenza di stranieri in una scuola andasse considerato un problema per l’ordine pubblico e quindi da segnalare ai prefetti, e meritasse un’attenzione particolare se alcuni di questi ragazzi fossero stati rom e sinti! Siccome a noi non piacciono né il razzismo né le ingiustizie, abbiamo denunciato pubblicamente questa prassi e abbiamo fatto sapere cosa ne pensavamo. Abbiamo leso la reputazione di Maroni? Di sicuro non noi, visto che ci siamo limitati a riferire di una disposizione del suo ministero. Probabilmente sono proprio i contenuti di queste disposizioni che non fanno bene alla immagine e alla reputazione del ministro. Se poi volessimo essere maliziosi, potremmo anche far notare come la citazione sia stata spedita tre giorni dopo le contestazioni organizzate dall’Arci a Milano durante la Conferenza nazionale sull’immigrazione e notificata ai suoi dirigenti alla vigilia della grande manifestazione di sabato scorso. Pure coincidenze? E’ difficile pensare che dietro questa denuncia non ci sia una volontà di intimidirci per metterci a tacere, noi come altre fastidiose voci di dissenso. Ma dopo sabato non sarà così semplice. Centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza per dire, insieme a noi, che le scelte del governo sull’immigrazione alimentano odio, discriminazione, ingiustizie, e che i diritti umani vanno garantiti, sempre e a tutti/e. Oggi abbiamo un motivo in più per non temere le intimidazioni di Maroni: non è solo a noi che deve rispondere, ma a tutta quella piazza. Se altri argomenti non ne ha, provi a denunciarci tutti.
Roma, 20 ottobre 2009
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