| solidarietà a Salvatore Barbera |
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| Giovedì 19 Gennaio 2012 16:59 |
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“Siamo tutti banditi del clima”. Parte oggi sul web la mobilitazione di Greenpeace in sostegno a Salvatore Barbera, attivista dell’associazione e responsabile della campagna clima e energia, bandito da Roma per due anni in seguito alla sua partecipazione a un blitz pacifico davanti a Palazzo Chigi, lo scorso 6 dicembre.
Gli amici di Greenpeace hanno deciso di sollecitare, tramite il web, la società civile a esprimere solidarietà a Salvatore e per la libertà di espressione e ci chiedono di dargli una mano. Siamo stati in tanti a indignarci per sto fatto, ora possiamo fare qualcosa attivandoci sul sito http://www.banditidelclima.org
“Lo scorso 6 dicembre, in concomitanza con la partecipazione del governo italiano alla conferenza di Durban sui cambiamenti climatici, abbiamo dato vita ad un’azione del tutto pacifica di fronte al palazzo del governo, aprendo alcuni striscioni con la scritta ‘Il clima cambia la politica deve cambiare’ e mettendo in scena con degli attori la rappresentazione dell’immobilismo della politica di fronte alle emergenze climatiche” racconta Salvatore Barbera. “Al termine dell’azione io e altri sette attivisti siamo stati condotti in commissariato, denunciati per manifestazione non autorizzata e trattenuti per quasi dieci ore, fino a quando mi è stato notificato il foglio di via da Roma. Entro 24 ore dovevo lasciare la capitale e presentarmi in commissariato a Pistoia per dimostrare che avevo lasciato la capitale. In questo momento sono un uomo libero, ma se il provvedimento non verrà ritirato o annullato da una sentenza non potrò mettere piede nel comune di Roma per i prossimi due anni, a rischio di essere arrestato per un periodo da uno a sei mesi.” Un “esilio” giustificato legalmente dalla Questura sulla base del decreto legislativo 159/2011 che riprende la legge 1423/56 consentendo di applicare provvedimenti extra processuali a carico di soggetti considerati pericolosi per la pubblica sicurezza, come “oziosi e vagabondi abituali, coloro che sono abitualmente dediti a traffici illeciti o che vivono abitualmente con il provento di delitti; dediti a favorire lo sfruttamento della prostituzione, la tratta delle donne, la corruzione di minori” o ancora “ad esercitare il traffico illecito di sostanze tossiche o stupefacenti” o a svolgere abitualmente “altre attività contrarie alla morale pubblica e al buon costume”.
“Il foglio di via fa riferimento ad una vecchia legge pensata più di mezzo secolo fa per allontanare i mafiosi dalle loro aree di influenza. E’ assurdo che una manifestazione non violenta venga giudicata al pari di un crimine mafioso, oltretutto la nostra azione non ha dato luogo a nessuna denuncia” sottolinea Barbera, che nel ruolo di responsabile di campagna, ha partecipato a tutte le iniziative organizzate lo scorso anno da Greenpeace in vista del referendum sul nucleare. In pratica delinquenti, mafiosi e soggetti pericolosi per gli altri: il ritratto perfetto dei “pericolosissimi banditi del clima”. |



